sabato 12 marzo 2011

Grande Giulia


Grande Giulia

Era domenica 4 Agosto e Giulia, la bimba - cannone del paese, volteggiò tre volte sul sagrato della piccola chiesa, senza piangere. Corse verso casa con pesanti salti di danza ma senza fatica, facendosi strattonare dal vento i lunghi capelli crespi e folti. Senza sudore spalancò la porta d’ingresso per saltare fra le braccia della nonna e urlare quello che aveva appena sentito per la prima volta: “Giulia, sei bellissima!”. L’anziana donna ignorò Giulia e continuò indifferente a preparare l’impasto per la focaccia. Senza sorpresa, la bambina si trascinò verso la sua camera da letto. Qui, volse lo sguardo verso la finestra, oltre la chiesa e venne attratta dai colori accesi di un tendone, sorto probabilmente durante la notte. Il circo era in paese. Era più eccitata di prima e volò verso la bocca spalancata dell’arena. La prima cosa che vide al centro della pista, fu una donna bignè intrappolata in un cannone rosso fuoco. Non aveva paura questa e aspettava sorridendo, come fosse il suo compleanno, il momento in cui avrebbero dato fuoco alla miccia. Lo sparo fu assordante e la vecchia donna cannone con una leggerezza inimmaginabile, atterrò con un inchino regale che diede il via allo spettacolo. Non aveva mai visto niente di simile, e fu in quel momento che capì che tutti i suoi chili di troppo, sarebbero serviti a qualcosa. A far emozionare i bambini e a far sorridere gli adulti. Durante la notte, raccattò le sue cose e scappò con il circo. Non più bambina, era ormai una donna. Cresciuta con padri clown e domatori, con madri nane e ballerine. Dopo mille lanci, Giulia si trovò di fronte allo specchio, prima dell’ennesimo spettacolo e volteggiando tra pailletes e lustrini, pop corn e cellulite, per la prima volta si accorse del suo coraggio e si disse: “Giulia sei bellissima!”

I ragazzi del Laboratorio 2010-2011


Si è concluso Lunedì 7 Marzo il Laboratorio di scrittura Creativa " Dentro le parole", un'esperienza unica intorno al mondo delle parole. Un grazie a tutti i ragazzi che hanno partecipato, coltivando con me pensieri, fantasie, sogni e soprattutto storie.... A breve sul blog tutti i racconti finali dei ragazzi... Alla prossima esperienza...

mercoledì 16 febbraio 2011

Personaggi



Nome: Clotilde Andromenda
Cognome: Persea
Età : 35
Colore capelli – occhi: biondo, nero
Altezza:  1.78
Misure: 90-70.80
Peso: 75 kg
Segni particolari: cicatrice sul petto, farfalla sulla coscia, scritta “Balena” sul braccio, bellissima
Professione/ istruzione:  doppio lavoro- barista/tassista
Nazionalità: greco-italiana
Stato civile: sposata (con me)
Aspirazioni: fotografa ambientale, giornalista pubblicista, cantante
Residenza:  Firenze


Nome: Felice
Cognome:  Mastronzo
 Età: 45
Colore capelli- occhi: biondo, verdi
Altezza: 1.73
Misure: 70, 65, 69
Peso: 90 kg
Segni particolari: pochi capelli, neo sul naso, molto forte, stonato
Professione/ istruzione: imbianchino
Nazionalità: italiana
Stato civile: non pervenuto
Aspirazioni: modello, cantante neomelodico, andare in Formula 1come pilota
Residenza: Abbiategrasso

Giuseppe

Skaz


Ma va! Signò li non si parkeggia. Ma guarda quel vetust non sa auto mobilizzare la sua machina. Si è bollato manco fosse un francobollo. Ma in che mondo boia ci si vive. Ormai tutti i maranza c’hanno i soldi: cechicha il calesse con tutte le curvelle e le cerveza sono più parrucate di Platinette; c’è chi si diverte bottigliando sciannamanicamente gli zebedei come Tafazzi;  c’è chi come lor signor con la sua cabriolet che accinge a non looknado il saraceno abbassato dove ci ha scritto “no parkingo”. Ma va la, le Monde come le Figarò, est pazz. E io ragazz smazz nel mezz della via e “strada facendo” vedo Fili “bella zia”. Però me so scoccià, e che bella pischella.

Ad un consiglio comunale

Assessore si sieda per favore, e non fate la gallinella. Pic. Onorevole Cruciani Lancilotto sssh plis, no condom no party e se parte , la proscen fois, avvisami. E la prossima volta non chuparmi il posto. Dura lex … dura lex e che l’ ”aguila” della legge voli. Ass. Barba, bella zia su silenzio. Assessore Agnesi, parlate preg. pic.

Giuseppe

La felicità dorme


Sola con i propri pensieri in un auto, e il posto passeggeri è vuoto come la sua esistenza, Mia guarda fisso, immobile l’orizzonte, l’infinito e pensa alle mille favole raccontate da chi parla parla che sarebbero quelle persone che, fin da quel pomeriggio, li bombardavano di chiamate di cellulare e sms. Mia non è può più, si è stancata. Troppe persone che le chiedevano consigli, aiuti sui problemi di cuori, quando è lei ad avere bisogno, non solo. C’era chi le diceva quello che doveva dire, a volte con toni bruschi. Mia è stanca, non è poteva più. Per questo ha preso la macchina ed è andata sulla scogliera. Sola, in quel auto, Mia non è più la donna che era. Lo sguardo duro come una pietra, volto pallido con i capelli giallo inamidati con un ghigno cinico di chi si vuole vendicare di quei moralisti, persone con la coscienza sporca che l’hanno segnata.

Giuseppe

Nessuna gioia è uguale ad un'altra


John e Jack tremavano alla vista di Rogu e più passava il tempo, vedendo i suoi sorrisi e gli occhi brillanti, non tremavano più, sembravano colti da un terremoto. Ed era bella come il sole e Rogu era attratta sempre più verso “JJ” e i suoi occhi li fissavano sempre. Jonh e Jack, invece, erano troppo cotti per capire quello che provavano, non era innamoramento, ma amore puro, una passione che li faceva sembrare …

Giuseppe

Pentima


Come gargoyle i cannoni di Portavecchia stanno appollaiati sulle mura antiche, testimoni di un passato sempre più dimenticato. E nel cielo , tra le stelle e costellazioni, il silenzio. La bandiera dell’Italia che folleggia nel vento, le luci accecanti, auto parcheggiate – che danno l’impressione di stare in una città- danno un guizzo sulle abitudini e manie dell’uomo d’oggi. E tra antico e moderno, carrozze di ieri e d’oggi, come ultimi irremovibili romantici, le panchine guardano il mare ascoltando la voce delle onde che da  secoli fanno musica, nessun altro rumore ad infastidire l’aria tersa per il freddo. Un urlo “TI AMO” spezza il silenzio. È un ragazzo che seduto scruta l’infinito. 

Giuseppe