martedì 11 gennaio 2011

Nessuna gioia è uguale ad un altra


Il dodici agosto del 2008 alle ore 09,30 sono in posta per pagare delle bollette, squilla il cellulare è mio figlio,  mi informa che Annalisa si  è ricoverata in ospedale ha le doglie. Sia io che Paolo (mio marito) siamo pronti per andare al mare, ci siamo entusiasmati alla notizia, corriamo a casa abbiamo riempiamo un borsone alla rinfusa  di vestiti e partiamo per Modena.
Non so descrivere cosa proviamo, il tragitto è molto agitato, non si arriva mai, il cellulare squilla in continuazione, arrivati siamo sempre molto eccitati, ma la piccola ha deciso di farsi attendere, dopo una lunga notte di attesa in ospedale,  Amelié è nata, quando finalmente  ho potuto prenderla in braccio, mi prevale   una sensazione indescrivibile tremo, rido, piango,  non riesco a controllare l’emozione, le  sussurro benvenuta piccola, sono la nonna Rosaria, ti anticipo che potrai contare sempre su di me, ti voglio bene. La bacio sulla fronte con delicatezza.
Quando siamo ormai tranquilli e  ricomposti, guardo Paolo gli dico: ora possiamo andare a cambiarci, siamo ancora in costume da bagno. 

Rosaria Caria

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