mercoledì 16 febbraio 2011

La felicità dorme


Sola con i propri pensieri in un auto, e il posto passeggeri è vuoto come la sua esistenza, Mia guarda fisso, immobile l’orizzonte, l’infinito e pensa alle mille favole raccontate da chi parla parla che sarebbero quelle persone che, fin da quel pomeriggio, li bombardavano di chiamate di cellulare e sms. Mia non è può più, si è stancata. Troppe persone che le chiedevano consigli, aiuti sui problemi di cuori, quando è lei ad avere bisogno, non solo. C’era chi le diceva quello che doveva dire, a volte con toni bruschi. Mia è stanca, non è poteva più. Per questo ha preso la macchina ed è andata sulla scogliera. Sola, in quel auto, Mia non è più la donna che era. Lo sguardo duro come una pietra, volto pallido con i capelli giallo inamidati con un ghigno cinico di chi si vuole vendicare di quei moralisti, persone con la coscienza sporca che l’hanno segnata.

Giuseppe

Nessuna gioia è uguale ad un'altra


John e Jack tremavano alla vista di Rogu e più passava il tempo, vedendo i suoi sorrisi e gli occhi brillanti, non tremavano più, sembravano colti da un terremoto. Ed era bella come il sole e Rogu era attratta sempre più verso “JJ” e i suoi occhi li fissavano sempre. Jonh e Jack, invece, erano troppo cotti per capire quello che provavano, non era innamoramento, ma amore puro, una passione che li faceva sembrare …

Giuseppe

Pentima


Come gargoyle i cannoni di Portavecchia stanno appollaiati sulle mura antiche, testimoni di un passato sempre più dimenticato. E nel cielo , tra le stelle e costellazioni, il silenzio. La bandiera dell’Italia che folleggia nel vento, le luci accecanti, auto parcheggiate – che danno l’impressione di stare in una città- danno un guizzo sulle abitudini e manie dell’uomo d’oggi. E tra antico e moderno, carrozze di ieri e d’oggi, come ultimi irremovibili romantici, le panchine guardano il mare ascoltando la voce delle onde che da  secoli fanno musica, nessun altro rumore ad infastidire l’aria tersa per il freddo. Un urlo “TI AMO” spezza il silenzio. È un ragazzo che seduto scruta l’infinito. 

Giuseppe

Scarpa, autobus, vento


Una scarpa del giovane Jim, che stava in un angolo buio e fatiscente, venne rapita da Jecky, la madre, che a causa della puzza la mise fuori appendendola. Quel giorno il vento era molto forte e fece staccare la scarpa della molletta facendola volare. Dopo aver incontrato nuvole, uccelli e anche sguardi increduli di persone, la scarpa si adagiò su di un autobus. Per Jim non è più la stessa cosa. 

Giuseppe

Consiglio surreale


Leggi quando cammina ma poi non ti lamentare se poi in ospedale ti aprono come un libro
Altri consigli assurdi e surreali
Respira una nuvola e fai scatenare una tempesta
Rompi il cellulare salvando le chiamate in uscita
Compra una macchina da scrivere, e inserisci il mouse per andare su internet
Clicca il corpo di una ragazza, ti manderà un  sms
Accarezza la tua sorellina come un peluche
Guarda il sole, i tuoi occhi potrebbero tremare e scatenare un terremoto per la gioia
Prendi un bambino di 7 anni e fai uscire in lui l’anima di un adulto
Compra un auto, utilizzala, fai un incidente e racconta la tua storia ..  a te stesso che ti giudicherà
Salva il mondo, bravo. C’è un piccolo problema: perché il tuo pezzo di mondo è ancora sporco
Dopo aver spazzato, lava il pavimento con la lingua
Fai crescere una pianta con un sorriso
Apri il cielo con gli occhi
Nuota in un vulcano, e poi fammi sapere se hai visto il centro della terra.

Giuseppe

CENERENTOLA: UN PUNTO DI VISTA


“Figliola mia, hai buone ragioni per piangere. Grande è il guaio che ti è capitato!
Io non ci sarò più a coccolarti e difenderti da quello sciagurato, traditore ed infame di tuo padre. Vigliacco e meschino! Non aspettava che la mia morte per riprendere moglie e figliastre e buttarle al pascolo in casa nostra. Perverso e turpe, ora consenti alle tre infide sgualdrine di maltrattare la nostra unica e povera figlioletta. Come ti hanno chiamata povera piccina mia? Ti avevo dato un nome bello e nobile e queste vipere ti hanno appiccicato quell’orgia di sillabe che parte con la cenere e finisce con un rantolo. Ma che stiamo in un’altra favola? Troverò un modo per salvarti. Ritorna domani”.
Pensieri simili agitavano questa povera anima. La mamma di Cenerentola, sempre devota e pia, non era morta in pace e stava ancora peggio nel vedere la sua unica figlia in quelle condizioni. Ma sull’orlo dell’eterna disperazione trovò la forza di rivolgersi all’unica cosa che poteva salvare sé stessa e la sua figliola.
Il giorno dopo infatti la sudicia orfanella ritornò alla tomba per piangere la sua mamma.
“Piccina, ho fatto un patto con il diavolo: gli ho ceduto la mia anima in cambio di un potere magico. Pianta un rametto di noccilo qui e fallo crescere forte e robusto con le tue lacrime. Chiedi all’uccelletto bianco che si poserà per primo sui suoi rami ori ed argenti e tutto quello che vorrai. Quando il principe darà la festa di tre giorni per scegliere moglie…Insomma sai già come andrà a finire. E vissero tutti…

Giangi

BIANCANEVE: UN PUNTO DI VISTA

Questa donna finirà male. Non può continuare con questo rovello senza rischiare di bruciarsi. Da quando si è sposata non fa altro che passare e ripassare davanti a me soffermandosi ad intervalli irregolari e guardandomi con infinita disperazione.
Non riesce a farsene una ragione: la sua figliastra non è più bella: è diversamente bella. Diamine!  solo una bambina, ha appena sette anni!
Come fa a nutrire tanta invidia per un’infante. Certo, se questi sono i presupposti fra qualche anno, quando avrà la stessa età della regina, sarà una splendida ragazza.
Ma fino ad allora quante cose potranno accaderle. Un incantesimo ben fatto, un sortilegio ben assestato e il rancore potrà svanire in un baleno.
E invece ha già incaricato quel cacciatore scimunito di ammazzarla e ricavarne polmoni e fegato per una gustosissima cena: masochista. E ci ha rimesso la pellaccia un povero cinghialetto mentre la piccoletta è in villeggiatura in casa di quei sette minatori da comodino.
Mi sa che adesso me lo richiede. Ma sei proprio pazza, io devo dire sempre la verità, non posso mentire! Per il tuo bene, gira al largo! Mi sa che non mi ascolta neanche questa volta. Mi sta già fissando con quegli occhi rossi e interrogativi.
Eppoi, a guardarti bene non sei neanche tanto male. Però sei proprio cocciù…!
“Specchio fatato, in questo castello,
hai forse visto aspetto più bello?”
“Il tuo aspetto qui di tutte è il più bello.
Ma lontano da qui, in una casina
di sette nani, piccina piccina,
è Biancaneve dalla chioma corvina
molto più bella della Regina!”
Io ti avevo avvertita!
Ma che sta cercando? Un pettine ed una mela? Che cosa ne farà mai? Demoniaccio di una donna, tu brucerai all’inferno!
E vissero tutti…


Giangi