mercoledì 16 febbraio 2011

BIANCANEVE: UN PUNTO DI VISTA

Questa donna finirà male. Non può continuare con questo rovello senza rischiare di bruciarsi. Da quando si è sposata non fa altro che passare e ripassare davanti a me soffermandosi ad intervalli irregolari e guardandomi con infinita disperazione.
Non riesce a farsene una ragione: la sua figliastra non è più bella: è diversamente bella. Diamine!  solo una bambina, ha appena sette anni!
Come fa a nutrire tanta invidia per un’infante. Certo, se questi sono i presupposti fra qualche anno, quando avrà la stessa età della regina, sarà una splendida ragazza.
Ma fino ad allora quante cose potranno accaderle. Un incantesimo ben fatto, un sortilegio ben assestato e il rancore potrà svanire in un baleno.
E invece ha già incaricato quel cacciatore scimunito di ammazzarla e ricavarne polmoni e fegato per una gustosissima cena: masochista. E ci ha rimesso la pellaccia un povero cinghialetto mentre la piccoletta è in villeggiatura in casa di quei sette minatori da comodino.
Mi sa che adesso me lo richiede. Ma sei proprio pazza, io devo dire sempre la verità, non posso mentire! Per il tuo bene, gira al largo! Mi sa che non mi ascolta neanche questa volta. Mi sta già fissando con quegli occhi rossi e interrogativi.
Eppoi, a guardarti bene non sei neanche tanto male. Però sei proprio cocciù…!
“Specchio fatato, in questo castello,
hai forse visto aspetto più bello?”
“Il tuo aspetto qui di tutte è il più bello.
Ma lontano da qui, in una casina
di sette nani, piccina piccina,
è Biancaneve dalla chioma corvina
molto più bella della Regina!”
Io ti avevo avvertita!
Ma che sta cercando? Un pettine ed una mela? Che cosa ne farà mai? Demoniaccio di una donna, tu brucerai all’inferno!
E vissero tutti…


Giangi

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