lunedì 13 dicembre 2010

Vuoto spinto

Una giornata grigia di mezza stagione, senza sole e senza ombre. La pioggia sarebbe una liberazione: un bel temporale, uno scroscio deciso per alleggerire le nuvole. Invece, niente: il cielo rimane uniformemente cupo, in stasi, un immenso tetto di pietra il cui peso ricade tutto sull’anima.
Il tempo sembra non esistere più e ogni gesto rallentato e ripetuto all’infinito. I colori non esistono, tutto è uniformemente grigio, tiepido, insipido. L’aria stessa è ferma, tanto da solidificare e diventare cemento fin dentro i polmoni.
Il silenzio fino alle ossa, assoluto, alienante, tale da zittire anche la propria voce, con i pensieri dispersi nel vuoto, senza che nessuno possa ascoltarli. Anche ricordi sono troppo distanti per poter regalare un po’ di calore e vita a questo sterminato deserto.
Tutto intorno solo fredde statue dalle sembianze umane, senza volto, tutte girate di spalle e con lo sguardo rivolto altrove, lontano, ognuna per la sua strada.
Perso, senza né una strada da seguire né una meta da raggiungere. Solo la speranza, fiamma perenne nel cuore, concede il calore e la forza necessaria ad attendere il ritorno del sole.

Leo

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